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La Via Francigena | Da Monteriggioni a Siena

   
   

La Via Francigena, o via Franchigena, che dal nord della Francia giungeva fino Roma (e per questo chiamata anche Romea), è stata per secoli la più importante strada europea, in quanto collegava il Mare del Nord al Mediterraneo.
Il percorso storico della via Francigena è quello seguito nel 994 dall'arcivescovo Sigeric, che da Canterbury (Inghilterra) partì per Roma in un pellegrinaggio di 1600 chilometri attraverso la Francia e l'Italia, annotando nel suo diario 80 tappe: è questo il cosiddetto itinerario sigerico.
Nei secoli successivi questa strada fu percorsa da migliaia e migliaia di persone: non solo pellegrini, ma anche viandanti e mercanti, che misero a confronto la loro cultura con quella dei territori attraversati e consentirono alle varie economie locali di inserirsi in quella che è stata definita l'economia a raggio mondiale del Medioevo, portando alla grande ripresa dei secoli XII e XIII, caratterizzati dallo sviluppo degli scambi commerciali e delle attività finanziarie e manifatturiere, ponendo le basi per una integrazione europea fondata sui valori della cristianità.


La Via Francigena fra tante "Francigene"


La via Francigena, a partire dal Medioevo, costituì il principale asse viario europeo che collegava le tre più importanti capitali religiose europee: Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme. Le tappe toscane veniveno percorse dai pellegrini che, dalla Francia, dovevano arrivare a Roma. Il tratto, presto inaugurato, anticamente collegava San Gimignano a Monteriggioni, un percorso affascinante sia dal punto di vista ambientale che storico-culturale.

La via Francigena non era una singola strada, ma fasci di strade che collegavano il maggior numero di centri abitati di una determinata zona, svolgendo anche funzioni di collegamento locale.
Inoltre i percorsi cambiavano a seconda della stagione: quelli invernali si trovavano a quote più elevate, per evitare le zone paludose di pianura, le quali erano invece attraversate in estate per abbreviare il percorso.
Ecco che la via Francigena aveva un carattere dinamico: era un territorio-strada, caratterizzato da fasci di percorsi che convergevano su punti nodali detti "mansioni", situati in corrispondenza di valichi montani, attraversamenti di fiumi oppure luoghi di accoglienza dei viaggiatori, anche ospedalieri.
Ancora oggi i segni e le memorie di questa antica strada sono visibili osservando la distribuzione sul territorio di pievi, abbazie, castelli, fortificazioni, romitori e città, la cui fortuna e successiva decadenza fu connessa al passaggio della via Francigena.

Trekking in Toscana | La Via Francigena in Toscana

Tuscany | Monterriggioni


Siena, Duomo

La Francigena in provincia di Siena

Il tratto della via Francigena che attraversa la provincia di Siena è sicuramente uno dei percorsi più suggestivi, in grado di attrarre nuovi pellegrini alla ricerca di spiritualità, luoghi d'arte e natura incontaminata.
La via Francigena metteva in comunicazione San Gimignano, Poggibonsi, Colle Val d'Elsa, Monteriggioni, Bagno Vignoni e naturalmente Siena, salendo sulla Montagnola Senese sfiorando il Chianti e immergendosi nelle Crete Senesi, passando accanto a pievi, abbazie, romitori, castelli e borghi medievali tutti da riscoprire, con itinerari percorribili a piedi (trekking), in bicicletta (cicloturismo) ed a cavallo (ippoturismo).
In Toscana il tracciato segue per lo più la via Cassia, una strada stretta e trafficata, ma è possibile imboccare strade alternative che attraversano la campagna e piccoli borghi: per questo l'agriturismo La Torretta, in posizione panoramica a 3 Km da Siena, ed a 500 metri dal percorso storico della via Francigena, è una tappa ideale per questa avventura.
Inoltre, i titolari delle "credenziali del pellegrino" (il passaporto del pellegrino) possono contare sul nostro servizio navetta gratuito.


11 Monteriggioni - Siena - 20,5 km

 
Partenza: Monteriggioni, Piazza Roma
Arrivo: Siena, Piazza del Campo

Come arrivare al punto di partenza:
Linea ferroviaria Firenze-Siena, stazione Castellina Scalo, poi a piedi fino a Monteriggioni

 


Descrizione
 
Si esce dalla Porta Romana a Monteriggioni e si continua il cammino sulla costa del Monte Maggio. Si percorrono le strade bianche della montagnola senese verso Cerbaia, antico borgo medievale. Durante il percorso si incontrano luoghi carichi di storie e di simbologie come Caminata, Ponterosso, antico ponte sul borro con basamento medievale e Uccellatoio.
Usciti dal fitto bosco di lecci si intravede il castello della Chiocciola, che deve il suo nome a una scala elicoidale presente nella sua caratteristica torre cilindrica, divenuto famoso per la sua resistenza alle milizie imperiali nel 1555. Da qui si giunge a Villa, altro castello posto a difesa della città.
Si attraversa poi Pian del Lago, oggi pianura prosciugata, ma in passato un lago di origine carsica, dove si trova l'eremo di San Leonardo al Lago. Arrivati alle Cerretaie, si riprende la strada asfaltata fino a Siena, dove si entra dalla Porta Camollia.
La tappa, relativamente breve e facile, è resa complicata dalla totale mancanza d'acqua e di punti di ristoro.
[2]
 

Mappa | La Via Francigena | Da Monteriggioni a Siena

Scarica in pdf le mappe 1:10.000 della Tappa 11 | www.francigena.provincia.siena.it/percorsi/tappa-11

Roadbook | www.viafrancigena.eu.


Il percorso della Francigena nel territorio di Monteriggioni si snoda in massima parte attraverso campi e boschi, toccando antichi castelli, abbazie e piccoli borghi.
Il tracciato costituisce uno dei numerosi itinerari naturalistici di cui la nostra zona è ricca.
Il miglior modo per apprezzarlo è dunque quello di percorrerlo a piedi, sulle orme dei pellegrini che, come mille anni fa, si recano ancora oggi a Roma per venerare la tomba dell’apostolo Pietro.

Monteriggioni

   
Il Castello di Monteriggioni fu costruito dai senesi, per ordinanza del podestà Guellfo da Porcari, in un periodo compreso tra il 1213 e il 1219. La costruzione del castello ebbe principalmente scopo difensivo.
Il castello è circondato da una massiccia cinta muraria di forma ellittica dello spessore di ben 2 metri, intervallata da 15 torri e 2 porte.
Ancora più imponente e maestoso dovette apparire a Dante Alighieri che lo vide in piena battaglia durante uno dei suoi viaggi. Il Castello nel pieno del suo splendore, a poche decine d’anni dalla sua fondazione per la sua forma circolare e le sue torri che come una corona che si elevano sulle mura , doveva apparire veramente grandioso e incutere un senso di maestà ciclopica se Dante se ne valse per per definire l’aspetto di Nembrotto , Fialte , Anteo gli smisurati giganti infissi nella voragine di Malebolge.


 
« [...] però che, come in su la cerchia tonda
Monteriggion di torri si corona,
così la proda che 'l pozzo circonda
torregiavan di mezza la persona
li orribili giganti, cui minaccia
Giove del cielo ancora quando tona »

(Dante Alighieri, Inferno canto XXXI, vv. 40-45)
   
Monteriggioni


La chiesa di Santa Maria Assunta

   

La chiesa di Santa Maria Assunta è la chiesa principale di Monteriggioni.
La storia di questa chiesa è strettamente legata alle vicende del castello di Monteriggioni. Venne costruita tra il 1213, anno di fondazione di Monteriggioni, e il 10 giugno 1235 quando, al suo interno, i delegati dei comuni di Siena e di Poggibonsi accettarono le condizioni di pace con i Fiorentini.

La chiesa è situata nella pazza principale del borgo e consiste in un edificio ad unica navata rettangolare conclusa con una scarsella e coperto con volte.
La facciata è stata realizzata entro il 1235 ed è a capanna con un'apertura ad occhio posta sopra il portale. Presenta un paramento murario di travertino di tonalità dorata e i cui conci sono disposti su corsi orizzontali e paralleli molto regolari. Nel portale solo l'archivolto e lo stipite sinistro sono originali. Lo stesso portale presenta un estradosso crescente di stile fiorentino e una ghiera avvolgente e modanata di gusto pisano, esattamente come nella chiesa di Talciona, realizzata nel 1234. L'occhio è stato realizzato con pezzi di cotto scolpiti a fogliami ed è circondato da una ghiera coordinata col portale.

La fiancata settentrionale è aperta da due monofore a doppio sguancio con archivolto in mattoni e da due portali di cui uno è tamponato. Il fianco meridionale presenta solo due monofore identiche a quelle sull'altro lato e identico all'altro lato è pure il coronamento realizzato mediante una serie di mensole in cotto dove sono scolpite delle testine umane come nella chiesa di San Jacopo al Tempio a San Gimignano.
La tribuna presenta il volume della scarsella quadrata coperta a crociera, opera appartenente alla prima fase di costruzione della chiesa visto che il coronamento è coordinato alle mensoline delle fiancate. A una fase più tarda appartengono l'ampia monofora al centro del vano e le due nicchie ai lati: questi interventi sono databili alla fine del XIII secolo quando la chiesa venne elevata a pieve.
Il campanile eretto utilizzando materiale antico, risale al XVIII secolo ed è posto sullo spigolo settentrionale della tribuna.

Nella cripta della pieve di Santa Maria Assunta del castello di Monteriggioni è allestita una mostra permanente sulla "Via Francigena " con particolare attenzione al tratto senese.

 

Chiesa di Santa Maria Assunta
Stomennano. Un imponente viale di cipressi secolari introduce al giardino all’italiana circondato da statue e fontane e arricchito dall’antica piscina in pietra

 
   
La Posta

   

La località La Posta, situata lungo la Cassia non lontano dal bivio che conduce al castello di Monteriggioni, è nata nel terzo decennio dell’Ottocento come stazione di sosta per i cavalli. Perduta questa funzione pochi anni più tardi, per la realizzazione della linea ferroviaria Siena-Empoli, è stata trasformata in un’elegante villa con parco nel corso del Novecento.

La Villa “La Posta”, eretta tra il 1833 ed il 1836, come stazione di posta dall’architetto Alessandro Doveri, fu trasformata in residenza signorile negli anni 1930-1940.
Appartiene dal 1870 ad una delle famiglie storiche della regione che la acquistò dopo che il Granduca di Toscana inaugurò la ferrovia Siena Firenze e che rese ben presto inutili le stazioni di posta per il cambio dei cavalli.
La villa dista circa 400 mt dal castello di Monteriggioni. La proprietà è composta dalla villa padronale, un bellissimo fabbricato su due livelli, un tempo casa del custode, uno storico granaio con splendide altezze, un antico podere in posizione panoramica e una piccola capanna indipendente.

 
Stomennano

   
Stomennano è una residenza d'epoca toscana che sorge su un antico borgo medievale di cui si hanno notizie storiche sin dal 1254, data in cui qui fu sancita una pace fra Firenze e Siena. La storia dei personaggi e dei fatti che raccontano questo affascinante scorcio di Toscana sono registrati negli archivi del Vaticano. Antichi casali del 700 ed un parco di alberi secolari circondano la Villa e la fattoria, oggi diventata agriturismo.
Il borgo di Stomennano fu costruito su antiche rovine etrusche e romane. Intorno al 1100 i Senesi riuscirono ad acquisire il controllo di Strove, Castiglio Ghinibaldi, Stomennano e Staggia, e nel 1164 Ubaldino e Ugolino Soarzi donarono le loro terre poste tra Poggibonsi e Siena. Questa donazione comprendeva Stomennano e la sua fattoria attraversata dalla via Francigena.

Stomennano
fu sede nel Medioevo di una comunità canonicale, anche se non sappiamo se vi fu pure un castello. Le strutture che oggi predominano sono comunque quelle della bella villa seicentesca voluta dalla famiglia Accarigi poi Griccioli, cui si accede da un viale di cipressi secolari. Il corpo principale è formato da due fabbricati rettangolari posti uno accanto all’altro e collegati tra loro da un architrave sostenuto da colonne. Queste lasciano intravedere il parco retrostante, risalente al XIX secolo e di gusto romantico, attorno al quale sono collocati i vari edifici annessi alla villa. Il giardino situato al termine del viale di cipressi è invece di impianto seicentesco, con aiuole e siepi geometriche e vasche poligonali ornate di putti centrali.
La chiesa sulla parte sommitale della collina, Santa Maria al Poggiolo, è menzionata nel XII secolo e i suoi resti sono ancora visibili nelle cantine della villa. L'edificio religioso è quindi precedente alla chiesa del castello di Monteriggioni.

 

La villa di Stomennano
Un arco collega i due identici edifici della villa, ognuno con una precisa funzione: il primo, con le sue ampie stanze, è la residenza, il secondo contiene le cantine per il vino.
Ripa

   
Resti di strutture murarie medievali sono incorporati all'interno della casa colonica; nei muri a filaretto di pietra di una capanna si trovano un grande portale in pietra e finestre in mattoni ad arco ribassato.
 
Caminata

   
Il monastero sotto il titolo di S. Bartolomeo, appartenente all’ordine dei Padri Servi di Maria, può considerarsi come uno dei primi monasteri dopo l’istituzione di quell’ordine religioso. Questo Eremo prese forma di convento intorno all’anno 1322.
Sono visibili consistenti avanzi del monastero in una casa colonica con oratorio detto della Caminata.

 


Bracciano

   
Il manso di Bracciano entra a far parte di una donazione all'abbazia datata al 1154. Durante il 1317 viene menzionato dai tabulatori senesi come semplice località.
Oggi si presenta come un aggregato di case coloniche.

 

Cerbaia

   
Cerbaia è attestato per la prima volta nella prima metà del XII secolo come villaggio.
L'attuale fabbricato in pietra presenta un'apparente struttura medievale (un edificio palaziale?) con aperture ad arco di mattoni.

 

Casa Bucci

   
Casa Bucci è un complesso di rari edifici medievali in pietra estremamente degradati, che mostrano vari portali, porte e finestre ad arco, nonché due finestre con architrave in pietra svasata all'esterno.

   
Castagnoli

   
Castagnoli è un grandioso edificio, un nucleo di origine medievale che si colloca lungo la Via Francigena alle pendici della Montagnola Senese. E' citato per la prima volta nel 1168 nei documenti di Abbadia a Isola. Si tratta di un grande fabbricato con muri in filaratto e tracce di finestre ad arco, la cui facciata principale è stata rimaneggiata nel '500 con l'aggiunta di un loggiato in mattoni, oggi tamponato.
La facciata principale è stata interamente rifatta nel '500 a loggiati sovrapposti in mattoni, ora richiusi; resti di muri a filaretto di pietra con tracce di finestre ad arco acuto rilevano l'indubbia origine duecentesca.
Di fronte si trovano un fabbricato più piccolo e basso con tracce di elementi romanici e un oratorio-cappella.

 
La Chiocciola

 

Famoso soprattutto per aver resistito contro le milizie imperiali durante la guerra di Siena (metà del XVI secolo), il castello è caratterizzato da una robusta torre quadrangolare coronata da merli.

Il castello si compone di due corpi di fabbrica in pietra di diversa altezza più o meno nascosti da altre costruzioni addossate. Il piu alto è una specie di torrione con finestre ad arco ribassato sui vari fronti, analoghe ma di diversa natura, coronato di apparato a sporgere di archetti in mattoni su mensole di pietra, al di sopra del quale si conserva la merlatura, a metà del lato sud-est sorge una torre cilindrica, da cui deriva il nome, e che contiene la scala elicoidale di collegamtento tra i piani; essa emerge con un alto apparato a sporgere non merlato il quale inizia al livello della merlatura del corpo cui è appoggiata e nel quale riaprono finestre analoghe a quelle del fabbricato sottostante. Il corpo più basso addossato forse posteriormente al lato nord-ovest, non ha invece apparato a sporgere e la merlatura sorge direttamente a filo dei muri.
La porta di accesso alla torre conserva ancora l'originale porta in ferro battuto del XIV secolo. Attorno a questi ben conservati resti del fortilizio medievale sono sorti altri edifici in epoche successive. Il castello è residenza privata e come detto sede di una fattoria, visitabile solo dall'esterno.

 


La Chiocciola

Villa

Si tratta di un imponente fortilizio di epoca medievale, caratterizzato da una massiccia torre rettangolare in pietra, con base a scarpa e coronamento merlato. L’edificio occupa il lato di una cinta muraria quadrangolare, anche questa coronata da merli, all’interno della quale si addossano altri fabbricati ancora in parte originali.

La torre, con base a scarpa, ha, sopra, un piano con finestre ad architrave su mensole concave e sopra ancora altro piano legermente aggettante su mensolette di pietra e merlato; nel lato sud-est la scarpa mostra due interruzioni con portitine ad architrave su mensole forse rifatte e finestre ad arco tondo su mensole convesse, alla sommità del lato nord-est e un piombatoio su mensole di tre pietre stondate agettanti.

Il recinto è composto di mura coronate di merli, conservati verso nord e richiusi nel lato sud-ovest, dove è addossato all'interno un fabbricato originario, del quale resta ancora un portale ad arco ribassato e verso l'esterno finestre analoghe a quelle della torre verso il cortile. Le costruzioni addossate agli altri lati sono invece posteriori.

Su strada esterna alla pertinenza del castello è presente anche una cappella.

 
Mugnano

   
In un campo vicino all'attuale casa colonica restano ampi tratti di un muro, con alcune feritoie; sono i resti di quello che è noto dalle fonti scritte medievalli come castello degli Accarigi.

 
Santa Colomba

   
In questo piccolo borgo spicca la maestosa Villa Petrucci, costruita verso la fine del 1400 sui resti di una fortificazione medievale. Nel corso dei secoli la villa ha alternato vari proprietari: da Pandolfo Petrucci al granduca Cosimo III, quindi al Collegio Tolomei che ne fece una residenza giovanile nel Settecento; oggi è di proprietà privata.
Un disegno di Giorgio Vasari il Giovane, conservato al Gabineno dei Disegni degli Uffizi a Firenze, mostra la condizione della villa agli inizi del 1600.

Sulla sinistra della villa troviamo la chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo, fana costruire intorno all'anno 1000 da Giacomo di Martinucccio e Colomba di Taddeo.

All'interno si trova un Crocifisso ligneo seicentesco e a destra la copia fotografica della tela della Madonna col Bambino di cui orginale è conservato nel Palazzo Vescovi le di Siena. Sulla parete di fondo gli affreschi scoperti agli inizi ciel secolo sotto l'intonaco: le opere raffigurano la Natività a sinistra) e la Crocifissione a destra, databili agli inizi del 1300.

The local unit of CAI maintains a network of trails departing from Santa Colomba (CAI lO2 to Monteriggioni, Cal l06 to Abbadia lsola, and CA1114 through Tegoia to Molino d'Elsa.
A specific map was produced for the occasion (“Hiking the Montagnola”) and special signposting installed).

Anello di Santa Colomba

L'anello, che comincia e finisce a Santa Colomba, si percorre in senso orario e tocca Monte Maggio, Casa Altieri e Fungaia.
Per ripetere questa escursione si consulti la cartina "Itinerari nella Montagnola Senese e Bosco di Lecceto" a cura del CAI di Siena Ed. Multigraphic, sul cui retro è descritto l'intero percorso.
Ottime le segnalazioni sul terreno.

Scaricare Mappa | www.monteriggioniturismo.it


 

Artist in the style of Duccio, Crucifixion

San Leonardo al Lago

   

Attestato fin dal XII secolo, l’eremo sorge ai margini di quello che nel Medioevo era chiamato il lago Verano, a sud di Monteriggioni, oggi non più esistente. Entrato nella congregazione dei Frati Eremiti di S. Agostino nel 1243, S. Leonardo viene aggregato al vicino eremo di Lecceto pochi anni dopo, con il quale resterà unito fino al 1516. All’inizio del Trecento vi morì il beato Agostino Novello, importante uomo di religione che qui aveva preso dimora negli ultimi anni della sua vita.
La chiesa e i locali furono ricostruiti tra il XIII secolo e il XIV secolo, riutilizzando il lato destro dell'antica costruzione in uno stile di transizione tra romanico e gotico. Nel 1366 l'intero complesso monastico fu fortificato.
Elemento di spicco del complesso architettonico è la bella chiesa a navata unica interamente realizzata in pietra e mirabilmente conservata nella semplicità delle sue linee medievali. L'interno è diviso in tre campate coperte con volta a crociera. La chiesa è stata oggetto di pesanti interventi decorativi di gusto neogotico: tuttavia, nella zona absidale si conservano affreschi di Lippo Vanni, raffiguranti Storie della vita della Vergine, angeli e santi, databili tra il 1360 e il 1370. A lato della chiesa, oltre ai resti di una cinta difensiva munita di torri, esistono ancora lo spazio quadrangolare del chiostro e una parte dei locali monastici, tra i quali si segnala il refettorio affrescato nel XV secolo da Giovanni di Paolo.
Nell'ex refettorio, uno dei capolavori della pittura senese del Quattrocento: un frammentario ma pregevolissimo affresco con la Crocifissione, opera di Giovanni di Paolo del Grazia, realizzato intorno al 1445.

Eremo di San Leonardo al Lago
Località Santa Colomba
Orario di apertura:
chiuso il lunedì.
Aperto (gratuitamente) dal
martedì alla domenica
dalle ore 9.30 alle ore 15.30

 


Erermo di San Leonardo al Lago



Giovanni di Paolo, Crocifissione

Convento Vecchio

   
La Certosa di Belriguardo sorge a circa 7 km dal centro della città di Siena. L’edificio storico, chiamato anche Convento Vecchio o Conventaccio, (iniziato intorno al 1340 e completato nel 1347) è la prima certosa fondata in ordine di tempo della Toscana.
L’edificio storico, (iniziato intorno al 1340 e completato nel 1347) è la prima certosa fondata in ordine di tempo della Toscana. I primi dodici monaci si insediarono a Belriguardo a partire dal 1348, come testimonia la Bolla papale inviata da Clemente VI da Avignone al vescovo di Siena.

I primi dodici monaci si insediarono a Belriguardo a partire dal 1348, come testimonia la Bolla papale inviata da Clemente VI da Avignone al vescovo di Siena.

Risalgono invece alla fine del secolo XVI i registri della Cantina che testimoniano l’esistenza di una “pergola a braccialetto” e di un’abbondante e pregiata produzione di vino venduto sul mercato di Siena. Venne abbandonata dai Certosini nel 1635 per insalubrità dei locali.

La sede direzionale della Guido Nannini è all’interno dell’ex Convento Certosa di Belriguardo.

 
La chiesa di Casciano

   
La chiesa di Casciano si trova sopra una collina posta alla destra del torrente Tressa. Le pareti esterne descrivono un antico fabbricato diviso in tre navate e rimodernato nell'interno, dove sono presenti alcune opere della scuola sense, uno dei quali attribuito al Petrazzi.
E' attestata nelle Rationes Decimarum del 1295-1304.

 
Santa Petronilla

   
La costruzione della Chiesa e dell'attiguo Convento di Santa Petronilla risale al periodo 1622-1632 per opera dell'Ordine francescano dei frati Cappuccini.
L'interno, di impianto ottocentesco, presenta una navata unica su cui si aprono cappelle laterali.
L'aspetto esterno della chiesa risulta profondamente alterato da un intervento del 1939-40.

La costruzione della Chiesa e dell'attiguo Convento di Santa Petronilla risale al periodo 1622-1632 per opera dell'Ordine francescano dei frati Cappuccini, i quali, per poter disporre di un nuovo Convento vicino alla città, chiesero ed ottennero dal Granduca di Toscana Ferdinando lI il permesso di costruire in questo luogo vicino alla Porta Camollia un loro Convento e una loro chiesa. La costruzione, iniziata nel 1622 per mano del Granduca che pose la prima pietra, si protrasse per un decennio ebbe termine infatti nel 1632 quando venne inaugurata dall'Arcivescovo di Siena, Ascanio Piccolomini d'Aragona.

L'interno, di impianto ottocentesco, presenta una navata unica su cui si aprono cappelle laterali; in quelle del lato sinistro sono: il Transito di San Giuseppe di Raffaello Vanni, sormontato dalla piccola tela con il Martirio di Santa Caterina d'Alessandria; la Morte della Vergine di Astolfo Petrazzi, datata 1633 e, nel remenate, il Martirio di San Lorenzo; la Deposizione di Cristo di Giuseppe Nicola Nasini (1704) accompagnata dall' Estasi di San Francesco. Nelle lunette in alto sono le Storie di personaggi francescani, dipinte da Vincenzo Dei nella metà dell'Ottocento.

Una moderna scalinata conduce alla chiesa, il cui aspetto esterno risulta profondamente alterato da un intervento del 1939-40, che aggiunse al prospetto anche il campanile in forme neoromaniche.

 
Siena

   
Un’altra città che deve la sua importanza alla Via Francigena è Siena. Quasi sconosciuta fino al IX secolo, Siena divenne una meta obbligata per tutti coloro che da Nord intendevano raggiungere Roma. La Via si limitava a sfiorare la Prima Cerchia delle mura della città (coincidenti al colle di Castelvecchio), ma i suoi traffici e le gabelle riscosse conseguentemente, dettero un impulso cruciale alla costruzione di altri due borghi (Castel Camelio a nord e Castel Montorio a sud) che si unirono al primo nucleo altomedioevale a formare la città pressoché simile a quella che conosciamo oggi. Siena (che fu chiamata “Figlia della strada”), raggiunse in breve tempo lo status di libero comune e successivamente quello di Repubblica giungendo ad acquisire importanza politica, finanziaria e militare al punto da confrontarsi alla pari con tutti gli Stati Europei coevi.


Siena fu fondata come colonia romana al tempo dell'Imperatore Augusto e prese il nome di Saena Iulia. All'interno del centro storico senese sono stati ritrovati dei siti di epoca etrusca, che possono far pensare alla fondazione della città da parte degli etruschi.

Siena è universalmente conosciuta per il suo patrimonio artistico e per la sostanziale unità stilistica del suo arredo urbano medievale, nonché per il suo famoso Palio; il centro storico è stato infatti dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità nel 1995.

La Piazza del Campo, che è sicuramente fra gli esempi di architettura civile più suggestivi al mondo, rappresenta idealmente il punto di incontro dei tre colli su cui sorge la città di Siena, in origine la “piazza” era un grande prato, da qui il nome “campo”. La Piazza, di forma semicircolare simile alla valva di una conchiglia, occupa uno spazio complesso, capace di trasformare la naturale irregolarità del terreno in un capolavoro di armonia ed eleganza. La pavimentazione del Campo inizia nel 1327 e termina nel 1349, con i particolari mattoni a “coltello”. Sulla piazza si affacciano la Fonte Gaia e numerosi palazzi nobiliari.
La suddivisione della conchiglia ci riporta al primo Trecento (al Governo dei Nove) e nove sono i settori divisi da strisce di pietra bianca (nove come i il numero dei governanti di allora), che accompagnano lo sguardo al Palazzo Pubblico, detto anche Palazzo Comunale, sovrastato dalla Torre del Mangia. La piazza oggi come nel medioevo, è il centro della città, dove confluiscono le sue principali arterie, posta al confine tra il Terzo di Città e quello di San Martino.
La sua prima costruzione risale al Duecento; nella prima metà del Trecento venne costruito il salone del Gran Consiglio e il, secondo piano venne aggiunto nel 1680. Attualmente è sede degli uffici dell’amministrazione comunale.

Il Duomo sorge su un preesistente edificio sacro, a sua volta costruito su un antico tempio dedicato a Minerva. La sua edificazione iniziò alla metà del XII secolo, le parti essenziali erano terminate già nel 1215 mentre la cupola fu eretta tra il 1259 e il 1264. Costruito a croce latina e a tre navate, fu rivestito da fasce bianche e nere di marmo in riferimento alla balzana: lo stemma araldico di Siena.

La Chiesa, pur così ampliata, non rispondeva pienamente alle esigenze del Comune, inoltre nei senesi forte era il desiderio di competere con la vicina Firenze che in quegli anni andava costruendo la immensa mole di Santa Maria del Fiore, fu così concepito l’ambizioso progetto di innalzare un tempio colossale e fare di esso la cattedrale più grande d’Europa. Nel 1339, sotto la direzione di Lando di Pietro, si intraprendeva la costruzione del cosiddetto “Duomo Nuovo”.

Le tristi condizioni economiche e la peste del 1348 obbligarono i senesi ad abbandonare il loro ambizioso progetto: la costruzione venne portata a termine solo nel 1376 con Giovanni di Cecco che completava la parte superiore della facciata ispirandosi al Duomo di Orvieto. Oggi Il Duomo ha una splendida facciata, in marmi policromi con una ricca decorazione scultorea: è romanico - gotica nella parte inferiore, aperta a tre portali (opera di Giovanni Pisano); è in stile gotico - fiorito nella parte superiore (di Giovanni di Cecco) e reca mosaici ottocenteschi nelle tre cuspidi.

Il campanile è romanico, a fasce bianche e nere, e sorge su un’antica torre presentando sei ordini di finestre, è inoltre coronato da una cuspide a piramide ottagonale e da pinnacoli laterali. All’interno il Duomo ha una ricca policromia di marmi che riprende il motivo esterno, l’ambiente è ricco di penombre e di misteriosi giochi di luce. Ci sono poi 172 busti in stucco che rappresentano i primi pontefici. L’altare maggiore si deve a Baldassarre Petruzzi che lo realizzò nel 1532; Duccio di Buoninsegna realizzò invece la grande vetrata policroma absidale. Da notare inoltre sono le 4 sculture di Michelangelo nell’altare Piccolomini, e il San Giovanni Battista scolpito da Donatello.

Siena | Palazzo Pubblico
Siena | Duomo

 

Francesco di Giorgio Martini, Madonna del Terremoto, detail, 1467, Archivo di Stato, Siena


Duomo

Siena, Piazza Il Campo

La Francigena in provincia di Siena

Via Francigena | Da Gambassi Terme a San Gimignano | Road Book (pdf)

Via Francigena | Da San Gimignano a Monteriggioni | Road Book (pdf)

Via Francigena | Da Monteriggioni a Siena | Road Book (pdf)

La Via Francigena | Da Siena a Ponte d'Arbia | Road Book (pdf)

La Via Francigena | Da Ponte d'Arbia a San Quirico d'Orcia | Road Book (pdf)

La Via Francigena | Da San Quirico d'Orcia a Radicofani | Road Book (pdf)

La Via Francigena | Da Radicofani a Acquapendente | Road Book (pdf)

 


Percorsi trekking | Trekking nella Montagnola senese tra Monteriggioni e Badia a Isola | Anello Monteriggioni | Monteriggioni – Badia a Isola – Castel Petraia – Monte Maggio

   
   
   
The Via Francigena | Walk Route

   
  Via Francigena – Walk Route
The road books, the maps, the Google Earth and the GPS trails for the walk route of the Via Francigena. A practical and utile guidebook for the numerous Europeans who choose to experience Europe following the route and discovering the paths that make up the historical stages.
The Via Francigena itinerary is completely traced by GPS and fully described on maps and road books. All the materials are available on www.francigenalibrari.beniculturali.it/news1_en.html
   
  (See the complete Route on Google Earth)

   
The Via Francigena | Links

   
  Reasoned list of useful cultural and tourist links on the ancient faith ways.The Via Francigena web sites

 

   

La Via Francigena, visualizza la mappa

del percorso direzione NORD (Tappa San Gimignano - Gambassi Terme)
del percorso direzione SUD (Tappa San Gimignano - Gracciano d' Elsa)

Comune Gambassi Terme | http://www.comune.gambassi-terme.fi.it/

Comune San Gimignano | www.comune.sangimignano.si.it

Giorgio Vasari | Le vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri | BENOZZO, Pittore Fiorentino

   
       
Guide

   
  Trezzini, La Via Francigena. Vademecum dal Gran San Bernardo a Roma (Association Via Francigena) 2000

   
  Paul Chinn and Babette Gallard, The Lightfoot Guide to the Via Francigena, Pilgrimage Publications, 2009. In 3 volumes, Canterbury to Besançon; Besançon to Vercelli; and Vercelli to Rome. Available through our Bookshop. Mainly inteneded for cyclists, but it gives good route-finding information with GPS references and details of accommodation and services.    
 

Guida alla Via Francigena: 900 chilometri a piedi sulle strade del pellegrinaggio verso Roma, by Monica d'Atti and Franco Cinti. (Supplemento al numero 132, aprile 2006, di "Terra di Mezzo." Piazza Napoli 30/6, 20146 Milano.) ISBN: 88-8938-565-0.
In 38 tappe, il percorso dell’antica Via Francigena, dal Monginevro fino a Roma. Un’opera unica, per rigore e completezza, che riporta alla luce l’intero tracciato che ha visto camminare verso Roma generazioni di europei.
Tappa per tappa attraverso Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana e Lazio: e, per ogni giorno, la descrizione dettagliata del percorso, le cartine, i chilometraggi, dove trovare ospitalità, i luoghi da visitare.
Il percorso è suddiviso in tratti e ognuno può scegliere le distanze in base alle proprie forze e al tempo disponibile, ma ogni tappa è un frammento di un cammino unico che attraversa scenari di indescrivibile bellezza ricchi di storia e di tradizioni.

La prima e unica cartografia completa e dettagliata della Via Francigena: il percorso principale e tutte le varianti. 38 tappe, 900 chilometri a piedi, dal Monginevro a Roma, lungo il tracciato storico attraverso Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana e Lazio: le cartine e tutte le informazioni necessarie per orientarsi.
ISBN 9788889385609

   
Mappe

   
  Monica D’Atti & Franco Cinti, La Via Francigena. Cartografia e GPS. Dal Monginevro a Roma lungo l’itinerario storico, Milan: Terre di Mezzo Editore, 2007. ISBN: 978-88-8985-60-9

La prima e unica cartografia completa e dettagliata della Via Francigena: il percorso principale e tutte le varianti. 38 tappe, 900 chilometri a piedi, dal Monginevro a Roma, lungo il tracciato storico attraverso Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana e Lazio: le cartine e tutte le informazioni necessarie per orientarsi.
ISBN 978888938560

   
  TOPOFRANCIGENA A.Canterbury-Gd St-Bernard 1000km: 40 geo-cultural pocket-sized colour map-cards 150g prepared by Adelaide Trezzini with Giovanni Caselli providing the graphics View

TOPOFRANCIGENA dal Gran San Bernardo a Roma (900km) was published in 2005. The Topofrancigena is a set of maps (again in two parts Canterbury to St Bernard Pass published - Italian 2005) of the route. The Canterbury to St Bernard Pass section consists of 40 pages in full colour, with alternative routes, very loosely bound so old pages can be discarded. The maps show town or villages with accommodation and churches and historic sights.

   
 

Walking Pilgrim, old pilgrim routes in W Europe | Via Francigena in Italy

WMS/APIs for Maps: Italy | Portale Cartografico Nazionale; includes 1:250,000, 1:100,000 and 1:25,000 topo maps (beware! many of the sheets are very old)

   
   

[0] Testo a cura dell'Associazione Culturale Jubilantes | www.viafrancigena.eu
[1] Tratto da "Via Francigena guida al percorso da Castefiorentino alle porte di Siena" a cura di A. Angeloni, Betti Editrice, realizzato dal Progetto Integrato e Territoriale di Valorizzazione della Via Francigena in Valdelsa finanziato dai Comuni di Castelfiorentino, Montaione, Gambassi Terme, San Gimignano, Colle di Val d'Elsa e Monteriggioni e cofinanziato dalla Regione Toscana ai sensi della L 135/01 art. 5 c. 5 nell'ambito del progetto interregionale "VIA FRANCIGENA- una nuova offerta turistica italiana".
[2] Fonte: La Via Francigena | www.francigena.provincia.siena.it
[3] Fonte: http://brunelleschi.imss.fi.it/benozzogozzoli/opere/StorieSantAgostino.html

Bibliografia

Giovanni Previtali, Il possibile Memmo di Filippuccio, in "Paragone", n. 155 (1962), pp. 3-11.

Giovanni Previtali, Miniature di Memmo di Filippuccio, in "Paragone", n. 169 (1964), pp. 3-11.

Maria Grazia Ciardi Dupre Dal Poggetto, L' Homo Astrologicus e altre miniature di Memmo di Filippuccio, in Scritti di storia dell'arte in onore di Ugo
Procacci, vol. I, Electa, Milano 1977, pp.111-119.

Sabina Spannocchi, Le "Storie profane" di Memmo di Filippuccio a San Gimignano, in La terra dei musei: paesaggio, arte, storia del territorio senese, a cura di Tommaso Detti, Monte dei Paschi di Siena - Giunti, Firenze 2006, pp. 365-371.

Ada Labriola, Simone Martini e la pittura gotica a Siena, collana "I grandi maestri dell'arte. L'artista e il suo tempo", Il Sole 24 Ore E-ducation.it, 2008, pp. 203 - 221.

Ilaria Albizzi, Memmo di Filippuccio, in La Collegiata di San Gimignano, [2]. L'architettura, i cicli pittorici murali e i loro restauri, a cura di di Alessandro
Bagnoli. Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Siena 2009, pp. 431-436.

   
 
   
Ospedale Santa Maria della Scala

Ospedale Santa Maria della Scala


Santa Maria della Scala è un complesso museale di Siena, situato in piazza del Duomo 2, proprio davanti alla cattedrale. Già uno dei più antichi e grandi ospedali europei, fu uno dei primi xenodochi ed oggi, esaurite le proprie funzioni sanitarie, è uno dei più importanti centri museali e culturali della città, in seguito a un'importante operazione di recupero.ono far pensare alla fondazione della città da parte degli etruschi.

Sorto sulla via Francigena, venne istituito dai canonici del Duomo, anche se una leggenda medievale senese parla di un mitico fondatore, tale Sorore, calzolaio, morto nell'898. Il primo documento sicuro che menzioni l'ospedale risale al 29 marzo 1090 ma, trattandosi di un atto di donazione, sicuramente è di fondazione più antica.

Incaricato di svolgere di più funzioni, dall'assistenza ai malati al ricovero dei poveri fino alla cura dei bambini abbandonati, fu soprattutto importante come luogo di accoglienza dei pellegrini, ai quali era legata tanta della ricchezza che transitava in città durante il medioevo. In tali funzioni venne sostenuto dal governo cittadino fin dalle origini, acquisendo nel tempo, grazie anche agli ingenti lasciti ed elemosine, un peso rilevantissimo nell'economia e nella politica dello Stato: dotato di una propria organizzazione autonoma e articolata, era a capo, tra l'altro, di un enorme complesso di possedimenti agrari, che ebbe il suo culmine nei secoli XIV e XV e del quale restano ancora frequenti tracce negli stemmi con la scala e la croce che spesso si trovano nelle fattorie fortificate del territorio senese (le "grance")[1]. La gestione dell'ospedale fu inizialmente affidata ai canonici del Duomo, seguiti dai frati. Intorno al 1300 ebbe il suo primo statuto giuridico, compilato dal beato Agostino Novello, allora frate agostiniano. L'ospedale progressivamente si laicizzò e, nel Quattrocento, passò sotto il controllo diretto del Comune. L'ospedale ha mantenuto la sua attività fino al 1995, quando si è deciso di recuperarne i locali per costituire il nuovo polo museale tuttora visitabile. Il recupero dell'edificio può dirsi ancora in corso, con il progetto di implementare le funzioni museali, pur mantenendo quella particolare polifunzionalità che ha caratterizzato l'edificio fin dalle origini.

Da un punto di vista artistico, il nucleo più antico dell'edificio è al centro della facciata attuale, in corrispondenza del portale centrale: qui Pietro e Ambrogio Lorenzetti avevano dipinto un ciclo affrescato (Storie della Vergine, 1335) di cui non resta traccia. All'edificio originario si aggiunsero verso il 1257 la chiesa della Santissima Annunziata, edificata con pietre conce, nel 1290 il palazzo del Rettore (a destra) e nel 1298 la casa delle Balìe (a sinistra)[1]. La chiesa venne sopraelevata nel 1467-1471, con l'apertura dei dieci finestroni rinascimentali che si vedono in facciata, profilati in pietra. Le modifiche interne ed esterne si susseguirono nei secoli successivi, con un cospicuo intervento di restauro nel XIX secolo, in cui da un lato si adeguarono gli ambienti alle mutate esigenze ospedaliere e dall'altro si ripristinò o ricreò lo stile tre-quattrocentesco, all'insegna del gusto neogotico allora in voga.

La straordinaria ricchezza dell'istituzione si manifestò spesso in imprese artistiche, coinvolgendo i più grandi pittori e scultori senesi, tanto da farne il terzo principale polo artistico cittadino, dopo il palazzo Pubblico e il Duomo. Di tutto lo straordinario corredo artistico oggi solo una piccola parte è esposta negli ambienti dell'ospedale: molti dipinti si trovano oggi nella Pinacoteca nazionale; molti altri, come i già citati affreschi della facciata, sono andati perduti.

Nella notte fra il 18 e il 19 settembre del 1985, Italo Calvino moriva a Siena, al Santa Maria della Scala che allora era ancora l'ospedale cittadino. L'improvvisa perdita di uno dei più grandi scrittori del Novecento italiano, certamente il più famoso e il più amato in tutto il mondo al momento della sua scomparsa, suscitò emozione e cordoglio ovunque, portando a Siena centinaia di scrittori, intellettuali, artisti, politici e soprattutto suoi lettori e gente comune per rivolgergli l'ultimo saluto.

Calvino è stato tradotto in tutto il mondo, ha scritto romanzi e racconti, saggi e fiabe, si è cimentato con il teatro, la radio e il cinema, ha attraversato in modo originale e autonomo molte delle più importanti correnti letterarie, è stato lo scrittore che più ha dialogato con la scienza, si è interrogato sulla società contemporanea, è stato capace di inventare personaggi e luoghi fantastici, ha riflettuto sui canoni della narrazione e sui linguaggi della letteratura.

Il suo ruolo di intellettuale aperto e critico, di organizzatore della cultura, di esploratore di stili diversi e terreni molteplici, ne fanno una figura unica e irripetibile nel panorama della cultura italiana ed europea del Novecento.

Siena | Santa Maria della Scala

Complesso Museale di Santa Maria della Scala
Piazza Duomo, 2
Orario: tutti i giorni ore 10.30 - 18.30
(chiusura della biglietteria ore 18.00)


 


Santa Maria della Scala che allora era ancora l'ospedale cittadino fino a 1996.


Vacanze in Maremma | I migliori siti vacanze in Toscana | Podere Santa Pia

 
 
   
Abbazia di Sant' Antimo
Podere Santa Pia
 
Podere Santa Pia, giardino
 
Abbazia Sant'Antimo
         
         
 
 
Tramonto dal Maremma
La Maremma e Isola Monte Christo, vista dal terrazza Podere Santa Pia
Piazza della Santissima Annunziata
in Florence

         

Nella magica campagna toscana, a soli 25 km da Montalcino, la casa vacanze Podere Santa Pia è un'ottimo residence.

 

         
Siena Storia

 
Siena fu fondata come colonia romana al tempo dell'Imperatore Augusto e prese il nome di Saena Iulia.
All'interno del centro storico senese sono stati ritrovati dei siti di epoca etrusca, che possono far pensare alla fondazione della città da parte degli etruschi.

Il primo documento noto in cui viene citata la comunità senese risale al 70 e porta la firma di Tacito che, nel IV libro delle Historiae, riporta il seguente episodio: il senatore Manlio Patruito riferì a Roma di essere stato malmenato e ridicolizzato con un finto funerale durante la sua visita ufficiale a Saena Iulia, piccola colonia militare della Tuscia. Il Senato romano decise di punire i principali colpevoli e di richiamare severamente i senesi a un maggiore rispetto verso l'autorità.

Dell'alto Medioevo non si hanno documenti che possano illuminare intorno ai casi della vita civile a Siena. C'è qualche notizia relativa alla istituzione del vescovado e della diocesi, specialmente per le questioni sorte fra il Vescovo di Siena e quello di Arezzo, a causa dei confini della zona giurisdizionale di ciascuno: questioni nelle quali intervenne il re longobardo Liutprando, pronunciando sentenza a favore della diocesi aretina.

Ma i senesi non furono soddisfatti e pertanto nell'anno 853, quando l'Italia passò dalla dominazione longobarda a quella franca, riuscirono ad ottenere l'annullamento della sentenza emanata dal re Liutprando. Pare, dunque, che al tempo dei Longobardi, Siena fosse governata da un gastaldo, rappresentante del re: Gastaldo che fu poi sostituito da un Conte imperiale dopo l'incoronazione di Carlo Magno. Il primo conte di cui si hanno notizie concrete fu Winigi, figlio di Ranieri, nel 867. Dopo il 900 regnava a Siena l'imperatore Ludovico III, il cui regno non durò così a lungo, dal momento che nel 903 le cronache raccontano di un ritorno dei conti al potere sotto il nuovo governo del re Berengario.

Siena si ritrova nel X secolo al centro di importanti vie commerciali che portavano a Roma e, grazie a ciò divenne un'importante città medievale. Nel XII secolo la città si dota di ordinamenti comunali di tipo consolare, comincia a espandere il proprio territorio e stringe le prime alleanze. Questa situazione di rilevanza sia politica che economica, portano Siena a combattere per i domini settentrionali della Toscana, contro Firenze. Dalla prima metà del XII secolo in poi Siena prospera e diventa un importante centro commerciale, tenendo buoni rapporti con lo Stato della Chiesa; i banchieri senesi erano un punto di riferimento per le autorità di Roma, ai quali si rivolgevano per prestiti o finanziamenti.

Alla fine del XII secolo Siena, sostenendo la causa ghibellina (anche se non mancavano, le famiglie senesi di parte guelfa, in sintonia con Firenze), si ritrovò nuovamente contro Firenze di parte guelfa: celebre è la vittoria sui toscani guelfi nella battaglia di Montaperti, del 1260, celebrata anche da Dante Alighieri. Ma dopo qualche anno i senesi ebbero la peggio nella battaglia di Colle Val d'Elsa, del 1269, che portò in seguito, nel 1287, all'ascesa del Governo dei Nove, di parte guelfa. Sotto questo nuovo governo, Siena raggiunse il suo massimo splendore, sia economico che culturale.

Dopo la peste del 1348, cominciò la lenta decadenza della Repubblica di Siena, che comunque non precluse la strada all'espansione territoriale senese, che fino al giorno della caduta della Repubblica comprendeva un terzo della toscana. La fine della Repubblica Senese, forse l'unico Stato occidentale ad attuare una democrazia pura a favore del popolo, avvenne il 25 aprile 1555, quando la città, dopo un assedio di oltre un anno, dovette arrendersi stremata dalla fame, all'impero di Carlo V, spalleggiato dai fiorentini, che cedette in feudo il territorio della Repubblica ai Medici, Signori di Firenze, per ripagarli delle spese sostenute durante la guerra. Per l'ennesima volta i cittadini senesi riuscirono a tenere testa ad un imperatore, che solo grazie alle proprie smisurate risorse poté piegare la fiera resistenza di questa piccola Repubblica e dei suoi cittadini.

Dopo la caduta della Repubblica pochi senesi guidati peraltro dall'esule fiorentino Piero Strozzi, non volendo accettare la caduta della Repubblica, si rifugiarono in Montalcino, creando la Repubblica di Siena riparata in Montalcino, mantenendo l'alleanza con la Francia, che continuò ad esercitare il proprio potere sulla parte meridionale del territorio della Repubblica, creando notevoli problemi alle truppe dei fiorentini. Essa visse fino al 31 maggio del 1559 quando fu tradita dagli alleati francesi, che Siena aveva sempre sostenuto, che concludendo la pace di Cateau-Cambrésis con l'imperatore Carlo V, cedettero di fatto la Repubblica ai fiorentini.

Museo delle Biccherne dell’Archivio di Stato di Siena
Via Banchi di Sotto, 52
Orario di apertura: da lunedì a sabato con aperture
programmate alle ore 9.30, 10.30 e 11.30



 


Una colonna con la lupa che allatta Romolo e Remo, simbolo di Siena (e anche della contrada della Lupa).

Secondo la leggenda, Senio e Aschio erano figli di Remo e fondarono Siena. Furono loro a rubare la statua della lupa dal Tempio di Apollo a Roma.

Siena, Archivio di Stato, Museo delle Tavolette di Biccherne

 

 

 
Assisi
Montalcino
Siena

 

Il Palio

 

       
Tra le maggiori manifestazioni che si svolgono a Siena segnaliamo: la corsa del Palio che si disputa il 2 luglio e il 16 agosto di ogni anno e ha sede in Piazza del Campo.

Il Palio dura quattro giorni: la mattina del 29 giugno per luglio, del 13 agosto per agosto, viene assegnato un cavallo a ciascuna delle Contrade partecipanti a quel Palio. Questa è la Tratta.
Vengono effettuate 6 prove, tre la mattina alle 9 e tre la sera alle 19.45 (19.30 per agosto). L'ultima delle prove di sera è chiamata Prova Generale mentre l'ultima prova in assoluto - corsa la mattina del Palio - è detta Provaccia.
La corsa del Palio consiste in tre giri della Piazza del Campo, in una pista di tufo tracciata nell'anello sovrastante la conchiglia. Si parte dalla Mossa, formata da due canapi dentro ai quali si dispongono 9 Contrade in un ordine stabilito per sorteggio, quando entra l'ultima, la rincorsa, viene abbassato il canape anteriore e data la partenza.
Vince la Contrada il cui cavallo, con o senza fantino, compie per primo i tre giri.

Siena | Il Palio

 
Siena, il Palio
Il Palio

Podere Santa Pia, April

 

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Questo articolo è basato sulgli articoli Siena, Complesso museale di Santa Maria della Scala e Cattedrale di Santa Maria Assunta (Siena) dell' enciclopedia Wikipedia ed è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License.