[1] Fra Filippo di Tommaso Lippi (Firenze, 1406 – Spoleto, 1469) è stato un pittore italiano.
Fu, con Beato Angelico e Domenico Veneziano, il principale pittore attivo a Firenze della generazione dopo Masaccio. Dopo un periodo iniziale, di stretta aderenza masaccesca, pur arricchita di spunti tratti dalla vita reale, come nelle opere coeve di Donatello e Luca della Robbia, Lippi si orientò gradualmente verso uno spettro più ampio di influenze, che comprendeva anche la pittura fiamminga.
In seguito il suo stile si sviluppò verso una predominanza della linea di contorno ritmica su tutti gli altri elementi, con figure snelle, in pose ricercate e dinamiche, su sfondi scorciati arditamente in profondità. Il suo stile, nell'età laurenziana, divenne predominante in area fiorentina, costituendo le basi sui cui pittori come Botticelli cocrearono il proprio stile.
A Prato, sotto protezione dei Medici (1452-1465)
Il comune di Prato stanziò nel 1452 per gli affreschi della cappella Maggiore di Santo Stefano e la vetrata la somma di 1.200 fiorini. Dopo aver ricevuto nel marzo dello stesso anno il rifiuto dell'Angelico, si decise di affidare l'incarico al Lippi, che accettò e si recò nella città vicino Firenze. Gli affreschi vennero completati tredici anni dopo, nel 1465 fra interruzioni, richieste di denaro, solleciti, fughe e rinegoziazioni del contratto.
Nel frattempo dipinse molte altre opere. Per l'Opera Pia fondata da Francesco Datini fece la tavola detta Madonna del Ceppo oggi conservata al Museo Civico di Prato; per il preposto Geminiano Inghirami le Esequie di san Gerolamo; per il convento di Annalena a Firenze il Tondo Cook e l'Adorazione del Bambino di Annalena; una pala per Alfonso I d'Aragona, commissionata da Giovanni de' Medici, di cui rimangono solo due pannelli laterali; le vele della volta sopra la tomba di Geminiano Inghirami nella chiesa pratese di San Francesco (perdute); l'Adorazione del Bambino di Camaldoli per la cella della famiglia Medici all'interno dell'Eremo.
La cosiddetta Lippina fu un "prototipo" per le successive rappresentazioni della Vergine col Bambino. A questo periodo, risalgono anche le quattro tavole con la Vergine Annunziata, Angelo annunziante, Sant'Antonio Abate e San Giovanni Battista, probabilmente elementi di arredo ecclesiastico.
Nel 1456, nominato cappellano del convento pratese di Santa Margherita, vi conobbe e si innamorò della monaca Lucrezia Buti, modella di molti suoi dipinti, figlia del fiorentino Francesco Buti e di Caterina Ciacchi. La loro storia d'amore spinse la Buti a lasciare il convento e a stabilirsi nella casa pratese dell'artista acquistata nel 1455; solamente nel 1461 il papa Pio II, grazie all'intercessione di Cosimo de' Medici, sciolse dai voti il Lippi e la Buti, regolarizzando la loro posizione, anche se il Lippi si rifiutò di maritarsi. I due ebbero due figli: Filippino Lippi nel 1457 e, nel 1465, Alessandra.
Tra il 1458 e il 1460 Filippo lavorò alla coppia di lunette con la Annunciazione e i Sette santi per palazzo Medici. Sempre dello stesso periodo è l'Adorazione del Bambino di palazzo Medici, per l'altare della Cappella dei Magi. Forse in occasione della nascita di Lorenzo il Magnifico (1449), realizzatò il Tondo Cook, iniziato da Beato Angelico, forse con Benozzo Gozzoli.
[2] Palazzo Medici - Adorazione del Bambino, di Bottega di Filippo Lippi - Mediateca di Palazzo Medici Riccardi
Bibliografia
Jeffrey Ruda, Fra Filippo Lippi. Life and work with a complete catalogue, London, Phaidon Press, 1993.
Maria Pia Mannini, Marco Fagioli. Filippo Lippi. Catalogo completo. Firenze 1997. ISBN 88-8030-016-4
Carlo Giuliano, Daniele Sanguineti, Filippo Lippi. Un trittico ricongiunto., Allemandi, Torino 2004
Giulio Carlo Argan, Da Giotto a Leonardo, Sansoni Editore, Firenze 1981
Giuseppe Marchini, Filippo Lippi, Electa, Milano 1975
Roberto Salvini, Pittura italiana - Il Quattrocento, Aldo Martello Editore Milano 1959
Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 2, Bompiani, Milano 1999. ISBN 88-451-7212-0
Stefano Zuffi, Il Quattrocento, Electa, Milano 2004. ISBN 88-370-2315-4
Restauro Filippo Lippi | Genio e Passione | www.restaurofilippolippi.it
Uno dei più alti capolavori rinascimentali, il ciclo affrescato da Filippo Lippi per la cappella maggiore del Duomo di Prato (che secondo il Vasari costituisce “la più eccellente di tutte le cose sue”), torna ad incantare per l'armonia dei colori e l'equilibrio delle complesse scene al termine del lungo restauro (avviato nel 2001) che ha recuperato alle figure volume e leggerezza, e ai colori trasparenza (vedi immagine) e luminosità ( vedi immagine).
L'intervento, interamente finanziato dal Ministero per le Attività Culturali (con un contributo della Provincia e della Diocesi di Prato) e curato dalle Soprintendenze per i Beni artistici, storici e etnoantropologici e per i Beni architettonici e il paesaggio di Firenze, Pistoia e Prato, è stato messo a punto dopo una nutrita serie di analisi preventive un accurato studio delle alterazioni e della tecnica esecutiva - assai originale - del Lippi.
Adorazione del Bambino con San Bernardo e San Giovannino (Adorazione di Palazzo Medici) | 'E' la pala d'altare descritta nell'inventario mediceo del 1492 e che si trovava sull'altare della cappella di Palazzo Medici (oggi sostituita da una copia coeva attribuita allo pseudo-Pier Francesco Fiorentino). L'ambientazione in un paesaggio boscoso e roccioso richiama quella degli affreschi di Benozzo Gozzoli sulle pareti della stessa cappella. La tavola costituisce la versione più alta di una iconografia proposta poco prima dal Lippi nella Pala d'Annalena e ripresa poco dopo nell'Adorazione di Camaldoli (entrambe la tavole sono agli Uffizi): una interpretazione del soggetto di grande successo, che sarà riproposta per tutto il Quattrocento. La rete di significati contenuta nel dipinto è molto complessa (Lavin, 1955 e 1961) e sembra concorrere, come nel Tondo Cook, all'illustrazione di un intero sermone piuttosto che di un singolo tema teologico. La datazione risale agli anni del completamento di Palazzo Medici, tra il 1458 e il 1460.'
Art in Tuscany | Art in Tuscany | Giorgio Vasari | Lives of the Most Excellent Painters, Sculptors, and Architects
Volume IV | Filippino Lippi To Domenico Puligo
Palazzo Medici - Adorazione del Bambino, di Bottega di Filippo Lippi - Mediateca di Palazzo Medici Riccardi
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La Val d'Orcia è un'ampia valle situata in Toscana attraversata dal fiume Orcia.
Caratterizzata da gradevoli panorami paesaggistici e da svariati centri di origine medievale, tra cui Pienza e Montalcino, è un territorio ricco di prodotti caratteristici come, il Pecorino di Pienza, il Brunello di Montalcino e la nuova denominazione del Vino DOC Orcia.
Montalcino è situata su di una collina immersa in una delle più importanti aree di coltivazione di uva. Fin dal lontano Quattrocento, Montalcino è conosciuta per la produzione dei suoi eccellenti vini, che l’hanno resa famosa in tutto il mondo.
Nelle vicinanze di Montalcino troviamo la grande Abbazia di Sant’Antimo, posta poco fuori dal paese in una vallata, è un tipico esempio di architettura romanica.
Non molto distante da Montalcino entrando nel cuore della Val d'Orcia troviamo la cittadina di Pienza, famosa per la produzione del pecorino di Pienza, città conosciuta nel mondo per la ricchezza del suo patrimonio artistico ed architettonico rinascimentale.
A poco chilometri da Sant’Antimo, in posizione tranquilla e riservata, si trova Podere Santa Pia. La proprietà è rivolta a sud-ovest, è baciata dal sole per tutto il giorno e i tramonti qui sono indimenticabili.
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